“Emigrato” di Welo è il jingle ufficiale di Sanremo 2026

Sanremo 2026 ha il suo jingle ufficiale: “Emigrato” di Welo, un brano che racconta il partire come necessità e non come sogno. Per il 76° Festival della Canzone Italiana, la colonna sonora sarà la rielaborazione in chiave sanremese del singolo del rapper leccese. Una presenza che assume un gran valore simbolico: una storia personale e collettiva che si trasforma in voce ufficiale del Paese. La canzone diventa il suono che apre il più grande evento musicale italiano.

Welo Emigrato Jingle Sanremo 2026

La voce di Welo e la sua musica accompagneranno ogni serata della kermesse, rendendolo uno dei protagonisti assoluti di Sanremo 2026. Lo scorso anno come sigla ufficiale del Festival era stata scelta Viva l’Italia di Gabry Ponte, poi diventato un tormentone. Con questo jingle, il percorso personale del giovane artista si intreccia con quello dell’Italia. Dal Sud al Festival di Sanremo, dalla periferia al centro della scena musicale nazionale. Una canzone che è simbolo di un Paese intero e del suo cambiamento.

Da Sanremo Giovani al jingle di Sanremo 2026: il percorso di “Emigrato” di Welo

Sanremo Giovani è stato un passaggio decisivo nel percorso artistico dell’artista leccese classe ’99. Con il brano “EMIGRATO” (https://welo.lnk.to/emigrato; Island Records) Welo ha conquistato critica e pubblico, distinguendosi per autenticità, forza narrativa e visione. La sua partecipazione per l’accesso alla sezione “Nuove Proposte” ha aperto le porte a un risultato ancora più significativo.

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Durante la finale del 14 dicembre 2025, Carlo Conti è rimasto colpito dall’impatto emotivo e dall’identità sonora del brano. Il direttore artistico ha proposto in diretta nazionale su Rai1 di trasformare “EMIGRATO” nella sigla ufficiale della 76ª edizione del Festival di Sanremo. 

Chi è Welo

All’anagrafe Manuel Mariano, classe 1999, Welo è una delle voci più autentiche della nuova scena urban italiana. È cresciuto in Salento, in un contesto dove la musica è sempre stata rifugio ed espressione identitaria. Si è avvicinato giovanissimo al rap e alle sonorità urban, fondando nel 2017 il collettivo 23.7. Nel 2022 ha intrapreso il percorso da solista con l’uscita di “Pass”, aprendo una nuova fase artistica. Ha pubblicato una serie di singoli dallo stile riconoscibile: liriche taglienti, ironia popolare e forte radicamento territoriale. Il 2023 ha segnato una svolta con la release di “Malessere”, brano che lo ha consacrato come artista emergente di riferimento. La sua musica è cronaca sociale, specchio di una generazione che si muove tra precarietà e voglia di riscatto.

Il 2024 è stato l’anno clou: ha pubblicato il suo primo EP ufficiale, “WELO WE 23”. All’interno collaborazioni importanti, come il feat con Enzo Dong e Mikush. La conferma definitiva del suo valore sulla nuova scena musicale arriva con la collaborazione con una delle icone del rap italiano, Guè, in “MY BOO”. Accanto alla musica, Welo porta avanti un approccio fortemente sociale: nei suoi videoclip coinvolge spesso ragazzi dei quartieri popolari, dando spazio a volti e storie che raramente trovano rappresentazione. Si tratta di un artista che diventa megafono di una comunità. Il 2025 continua con “EMIGRATO”, brano candidato a Sanremo Giovani, che, dopo “Me Ne Tornerò”, si conferma manifesto della sua poetica.

“Emigrato”, il testo della canzone di Welo jingle di Sanremo 2026

Emigrato perché qui lo Stato è sempre assente, ingiustificato
Emigrato perché l’impiegato è un figlio di chi fa, non dico altro
Emigrato, disgraziato, la galera non l’ha mai cambiato

Una donna del Mediterraneo
I nostri valori non sono mai in palio
Vieni da noi che balli la salsa
Scagli la pietra chi pecca
Tutti abbiamo la pancia
Comunque mai fatto cilecca
Milano ci pagano bene
Nel Salento ci pagano poco
ma i soldi non sono importanti
ci vediamo al solito posto

Emigrato, disgraziato, sfaticato
Sono questo, sottoscrivo, punto a capo
Lavorare non mi va
Adesso in piazza na na na
Poi brindiamo con i soldi di qualche invalidità
Devi scappare da qua
dicono nasci, cresci, muori
e come è bello il mare fuori
persino il cielo piange
tu portami su Marte
perché da qui devo emigrare

Brother, non mi metto in posa
bevo solo vino buono
sai che mi ha insegnato nonna
uno, vari tradizioni
due, zero tradimenti
noi giriamo sui trattori
mica stiamo a fare trading
Al mio paese è routine lavoro in nero
ma puoi dichiarare per ridarli indietro
qui è la normalità
c’è chi spera in qualcosa
che quel cosa non si sa

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Emigrato, disgraziato, sfaticato
Sono questo, sottoscrivo, punto a capo
Lavorare non mi va
Adesso in piazza na na na
Poi brindiamo con i soldi di qualche invalidità
Devi scappare da qua
dicono nasci, cresci, muori
e come è bello il mare fuori
persino il cielo piange
tu portami su Marte
perché da qui devo emigrare

Pa pa pa pa
lontano dagli alligatori pa pa pa
dicono devi andare fuori
mai più stare in disparte
tu portami su Marte
erché da qui devo emigrare
pa pa pa
c’è chi fa anche due o tre lavori
pa pa pa
dicono devi andare fuori,
sempre fuori,
terra asciutta sarà un prato
con i fiori

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