Al MABOS arriva “Voyage à Calais” di Alessio Patalocco

Giovedì 21 Marzo 2024, grazie alla collaborazione con Amnesty International Italia, al MABOS (Museo d’Arte del Bosco della Sila), sarà presentata l’opera “Voyage à Calais” di Alessio Patalocco. A un anno esatto dall’inaugurazione dell’Area Gioacchino da Fiore, luogo del pensiero creato all’interno del MABOS, il lavoro dell’artista ternano impreziosirà il percorso della riflessione e del dibattito etico. L’opera “Voyage à Calais”, storia di migrazione, rifiuto e accoglienza, rimarrà in esposizione permanente, tra arte urbana e temi umanitari.

Voyage à Calais di Alessio Patalocco al MABOS (ph Andrea Samonà)
“Voyage à Calais” di Alessio Patalocco al MABOS (ph Andrea Samonà)

Il MABOS ovvero Museo d’Arte del Bosco della Sila si sviluppa in una superficie di oltre trenta mila metri quadrati di bosco, nei pressi del Parco Hotel Granaro nel comune di Sorbo San Basile (Cz). Un museo innovativo, che mette in relazione arte contemporanea e natura, in un percorso che si snoda attraverso culture posizionate nel bosco. Alle porte della Sila catanzarese, in prossimità del parco espositivo che conta oltre 35 opere prodotte site-specific da artisti nazionali e internazionali ospitati negli anni nelle residenze artistiche, accadono congiunzioni astrali che permettono di coniugare l’estetica dell’arte con l’etica e i temi umanitari.

L’incontro tra il MABOS e l’artista Alessio Patalocco

È stato, infatti, un incontro fortuito a rendere possibile quest’operazione dal grande valore artistico e sociale in collaborazione con Amnesty International Italia. «Durante una mostra, l’art manager Antonella Bongarzone ci ha presentato l’artista Alessio Patalocco. Aveva realizzato quest’opera nell’ambito di una campagna di divulgazione e sensibilizzazione sui grandi temi umanitari attraverso i linguaggi dell’arte urbana. Sostenuta nel 2017 dall’ONG e destinata ad essere collocata nel porto di Calais, in Francia, luogo della “Giungla” dei migranti, ma anche crocevia di scambi culturali e commerciali. È stata invece rifiutata dall’amministrazione locale, come chiaro e netto gesto politico di chiusura contro il tema dell’accoglienza». Così Mario Talarico ed Elisabetta Longo, rispettivamente fondatore e direttrice del MABOS, rintracciano il momento in cui hanno compreso che la forte vocazione etica dell’opera avrebbe potuto trovare la massima espressione nel museo calabrese fondato nel 2017.

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L'artista Alessio Patalocco (ph. Andrea Samonà)
L’artista Alessio Patalocco (ph. Andrea Samonà)

E così è stato: l’artista ternano, sostenuto sempre da Amnesty International Italia, ha proceduto con la donazione di “Voyage à Calais” che non poteva che approdare in luogo simbolico come la Calabria. Territorio segnato, tra passato e presente, da storie di migrazione e accoglienza.
«Il rifiuto dell’opera da parte di Calais è stato sintomatico – afferma – anche se come individui ci viene istintivo voltare lo sguardo altrove per fuggire dalle cose che ci fanno sentire in colpa o soffrire. Come comunità abbiamo sempre il dovere di essere duri di fronte alle intolleranze o ai razzismi che oggi si raccontano spesso con altri termini, ma che non cambiano nella sostanza. In fondo questa storia insegna che laddove c’è qualcuno che ti respinge da un’altra parte ci sarà qualcuno che ti accoglie proprio per quello che sei».

Il viaggio come leitmotiv di “Voyage à Calais”

Il viaggio è il leitmotiv dell’opera di Alessio Patalocco che, come evidenzia l’art manager Antonella Bongarzone «rappresenta l’oggetto fisico e simbolico di un diario, dove l’uomo è essere-in-transizione. In continua prossimità con l’infinito, disegnando un’incontenibile progetto di libertà». Composta da tredici lastre di ferro, piegate e saldate, naturalmente arrugginite e verniciate con spray bianco e nero, l’opera traduce in azione artistica la resistenza materiale dei corpi. Riaprendo la questione irrisolta tra la peregrinazione dello spirito e la corporeità dell’unità.
«Ricorda le barche dei migranti, ma anche un nastro che racconta una storia per immagini ispirate all’arte rupestre. Realizzate con mezzi primitivi dell’arte di strada» aggiunge Patalocco illustrando l’opera che, giovedì 21 Marzo, sarà presentata ai visitatori.

L'opera Voyage à Calais di Alessio Patalocco (ph Andrea Samonà)
L’opera “Voyage à Calais” di Alessio Patalocco in esposizione permanente al MABOS (ph Andrea Samonà)

L’artista Alessio Patalocco

Alessio Patalocco, classe 1982, è Architetto e Phd in Culture trasformazione della città e del territorio. Professore di Comunicazione Visiva e Architettura dell’Informazione presso l’Università per Stranieri di Perugia. È autore di numerosi progetti di Arte urbana e Architettura con riconoscimenti nazionali ed internazionali. Ha svolto seminari ed esposto le proprie opere in diversi ambiti europei ed extraeuropei tra cui: il World Congress of Architecture dell’U.I.A. di Tokyo nel 2011, l’Architectural European Planning School di Ankara nel 2012 e la Biennale di Shenzhen e Hong Kong del 2019.
L’artista è membro dell’International Design Union di Beijing dal 2009, presidente del Centro Studi Giancarlo De Carlo dal 2015 e titolare dello studio di progettazione Alessio Patalocco Atelier dal 2008. Le sue pubblicazioni scientifiche sono state oggetto di pubblicazione in Italia e in Europa. I suoi progetti di riqualificazione urbana tramite interventi di arte pubblica sono stati divulgati attraverso la pubblicazione in diverse riviste in Europa, Cina e Hong Kong.

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L’opera di Alessio Patalocco in esposizione permanente al MABOS

Giovedì 21 Marzo alle ore 10:00, presso la sala conferenze dell’Hotel Granaro ci sarà un momento di confronto e dibattito sul tema della migrazione e dell’accoglienza, coinvolgendo anche le scuole del territorio. Presenti il fondatore Talarico, la direttrice Longo e l’artista Patalocco. Interverranno anche educatori e attivisti della circoscrizione calabrese di Amnesty International e operatori e ospiti della Cooperativa sociale “Jungi Mundu” di Camini. A testimonianza di un attivismo instancabile a difesa dei diritti umani nonché esempi concreti di nuovi mondi possibili.
Alle ore 14:30 la giornata proseguirà con una passeggiata nell’Area Gioacchino da Fiore. Poi lo svelamento dell’opera che sarà presentata nella sala conferenze, con un talk a cura di Elisabetta Longo, Alessio Patalocco e Antonella Bongarzone. Attraverso un videomessaggio, interverrà anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che ha sostenuto sin dall’inizio l’operazione.
Sarà presentato il video-reportage realizzato dal fotografo Andrea Samonà per documentare l’arrivo al MABOS e l’installazione dell’opera permanente ed un’illustrazione originale ispirata da “Voyage à Calais”, a cura di Giuseppe Talarico, direttore artistico del progetto The Calabreser che con ironia e freschezza rappresenta modelli di iconicità della Calabria.

L'illustazione originale di Giuseppe Talarico ispirata a Voyage à Calais
L’illustazione originale di Giuseppe Talarico ispirata a “Voyage à Calais”

«Oggi più che mai bisogna parlare di accoglienza. Continuare a coltivare quella tenerezza per tutte quelle persone che si sentono respinte o che fuggono da guerre, disagio economico o sociale» commentano gli organizzatori all’unisono. Ben lieti di offrire ai visitatori la possibilità di intraprendere un viaggio interiore in uno spazio sconfinato. Dove si può navigare nell’infinito mare dell’Altro, o meglio degli Altri, con la giusta sensibilità.

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