Addio a Giorgio Armani: morto a 91 anni il re della moda mondiale

Giorgio Armani, maestro indiscusso della moda e simbolo dell’eleganza italiana nel mondo, è morto oggi, giovedì 4 settembre 2025, all’età di 91 anni.

Giorgio Armani
Giorgio Armani – foto da account Facebook ufficiale

Lo stilista si è spento serenamente a Milano, circondato dai suoi cari e dal compagno Leo Dell’Orco, con cui condivideva la vita da vent’anni. A confermarlo è stato un comunicato ufficiale del Gruppo Armani, che lo ha ricordato come “ideatore, fondatore e instancabile motore” dell’impero costruito in oltre cinque decenni di carriera.

La camera ardente sarà aperta al pubblico il 6 e 7 settembre, dalle 9 alle 18, presso l’Armani/Teatro di via Bergognone a Milano. I funerali, per volontà dello stilista, si terranno in forma privata.

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Giorgio Armani: una vita dedicata alla moda

Nato a Piacenza l’11 luglio 1934, Giorgio Armani è stato il più giovane di tre figli. Dopo un iniziale percorso universitario in medicina, abbandonato dopo tre anni, intraprese la carriera nel mondo della moda.

Nel 1957 iniziò a lavorare come vetrinista alla Rinascente, distinguendosi per il suo gusto raffinato. Nel 1964 l’incontro con Nino Cerruti segnò l’inizio della sua carriera da designer.

Nel 1975, insieme a Sergio Galeotti, fondò la Giorgio Armani S.p.A.. Fu allora che coniò il termine “stilista”, distaccandosi dall’idea tradizionale di couturier e sarto.

Con il suo stile essenziale e raffinato, Armani rivoluzionò il guardaroba maschile e femminile, decostruendo giacche e alleggerendo i tessuti.

Dall’Italia a Hollywood: la consacrazione internazionale

Il successo mondiale arrivò con il film “American Gigolò” (1980), per il quale disegnò i celebri abiti indossati da Richard Gere. Da lì, Armani conquistò l’America e nel 1982 finì sulla copertina del Time, consacrandosi come icona globale.

Il suo brand si espanse rapidamente con nuove linee come Emporio Armani, Armani Privé, profumi, occhiali, hotel e collezioni sportive come EA7. La filosofia di Armani era chiara: «Lo stile è eleganza, non stravaganza. L’importante non è farsi notare, ma ricordare».

Le sfide personali e la resilienza

La vita di Armani fu segnata anche da momenti difficili, come la morte improvvisa di Sergio Galeotti nel 1985. Da quel momento lo stilista si trasformò in imprenditore, guidando personalmente il gruppo con disciplina e dedizione assoluta: “Ho rinunciato alla mia vita per il mio lavoro”, amava ripetere.

Nonostante le offerte di acquisizione, Armani ha sempre rifiutato di cedere la sua azienda, mantenendo indipendenza e coerenza. Negli ultimi anni aveva definito la successione, affidando la continuità stilistica alla nipote Silvana Armani e al compagno Leo Dell’Orco, sostenuti dalla Fondazione Armani.

Un’eredità eterna

Con Giorgio Armani scompare non solo uno stilista, ma un simbolo dell’Italia nel mondo. Il suo impero non è fatto soltanto di moda, ma di un’estetica coerente che ha ridefinito il concetto stesso di eleganza.

Il suo lascito è destinato a durare: abiti che hanno vestito generazioni, un marchio presente in ogni angolo del pianeta, e uno stile che resterà per sempre sinonimo di sobrietà, raffinatezza e modernità.

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Io sono il mio lavoro”, aveva dichiarato Armani in una delle sue ultime interviste. Fino all’ultimo, infatti, non ha mai smesso di occuparsi delle sue collezioni, supervisionando persino i look per i 50 anni della maison.

Oggi, il mondo intero piange l’uomo che ha cambiato per sempre la moda, lasciando dietro di sé un’eredità di bellezza e rigore.

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