Una mobilitazione nazionale senza precedenti
L’Italia si è fermata per Gaza. È in corso lo sciopero generale indetto dai sindacati di base (USB, Cobas, Cub, Adl e Sgb) a sostegno del popolo palestinese. La protesta, iniziata a mezzanotte e destinata a durare 24 ore, coinvolge numerosi settori: trasporti ferroviari e locali, porti, scuole, università, sanità e pubblica amministrazione.
Manifestazioni e cortei si tengono in oltre 60 città italiane, con un’adesione trasversale che unisce lavoratori, studenti, insegnanti, famiglie e associazioni pacifiste.
Roma: in piazza oltre 100mila manifestanti
La mobilitazione più grande si è svolta a Roma, con piazza dei Cinquecento occupata fin dalle prime ore del mattino. Secondo gli organizzatori hanno partecipato 100mila persone, mentre le forze dell’ordine stimano circa 20mila manifestanti.
Il corteo ha attraversato via Cavour e piazza Vittorio tra cori, fumogeni e bandiere palestinesi. Lo slogan più diffuso: “Blocchiamo tutto”, insieme a striscioni contro la premier Giorgia Meloni e la cooperazione militare con Israele. La capitale è andata in tilt con traffico bloccato e code chilometriche.
Milano: licei occupati e scontri con la polizia
Anche a Milano la giornata è stata segnata da tensioni. Gli studenti del liceo Manzoni hanno occupato simbolicamente l’istituto: «Blocchiamo la scuola per Gaza» hanno dichiarato.
Il corteo ha raggiunto la Stazione Centrale, dove si sono verificati scontri con la polizia: alcuni manifestanti hanno cercato di forzare l’ingresso della metropolitana. Disagi anche per i pendolari: cancellazioni e ritardi fino a 130 minuti per i treni in partenza e arrivo.
Torino: foto di Meloni e Netanyahu bruciate in piazza
A Torino, i manifestanti hanno bruciato le foto della premier Giorgia Meloni e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in piazza Graf, gridando slogan come “Intifada fino alla vittoria”. Cori, fumogeni e striscioni hanno caratterizzato la mobilitazione che ha coinvolto studenti, attivisti e lavoratori.
Bologna e Genova: porti e ferrovie bloccati
A Genova, la mobilitazione ha paralizzato i varchi portuali, da San Benigno ad Albertazzi. Nonostante il maltempo, migliaia di persone hanno preso parte alla protesta. L’USB ha rilanciato la proposta di un embargo commerciale contro Israele, chiedendo uno sciopero permanente “contro le navi della guerra”.
A Bologna, invece, lo sciopero ha causato numerose cancellazioni dei treni regionali sulle tratte per Porretta, Marzabotto, Pianoro, Vignola e Ancona. Disagi anche sulla linea Rimini–Piacenza.
Calabria: corteo a Cosenza
Anche la Calabria ha risposto alla chiamata alla mobilitazione. Molti insegnanti e studenti hanno aderito allo sciopero, pur con i treni regionali garantiti da Trenitalia. A Cosenza è previsto un corteo alle ore 17:30 in piazzale Loreto, con pullman in arrivo da tutta la regione.
Le richieste dei manifestanti
Alla base dello sciopero, una piattaforma comune che chiede:
- cessate il fuoco immediato a Gaza,
- stop all’export di armi italiane verso Israele,
- sospensione di ogni accordo militare e industriale con Tel Aviv,
- riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.
Le sigle studentesche, inoltre, chiedono che la questione palestinese entri nei dibattiti scolastici e universitari, accusando il governo Meloni di “silenzio complice”.
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