Un evento definito storico per i Corecom italiani si è svolto nell’aula “Francesco Fortugno” del Consiglio regionale della Calabria. Oltre 150 studenti hanno assistito alla solenne nomina di Monsignor Attilio Nostro, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, a Presidente onorario dell’Osservatorio “Media e Minori” del Corecom Calabria. Questo gesto simbolico unisce in modo potente il mondo della spiritualità e quello dei media, focalizzando l’attenzione sulla responsabilità etica della comunicazione.

L’abbraccio collettivo: la lezione del Vescovo Nostro
Monsignor Nostro, da tempo attivo nel dialogo con i giovani anche tramite una web TV diocesana, ha parlato con grande empatia e sincerità. Ha condiviso un momento personale, confessando: “Anch’io sono stato un bullo da bambino. Ho detto parole che hanno ferito. Ho taciuto quando qualcuno aveva bisogno.”
Il suo messaggio si è poi trasformato in un appello universale: “Quando tornate a casa, abbracciate i vostri genitori. Vi hanno mai chiesto come state? Abbracciateli voi”. Un silenzio carico di emozione ha riempito l’aula, trasformando l’evento in un vero e proprio abbraccio collettivo tra giovani, istituzioni e spiritualità.
Corecom Calabria pioniere: una rivoluzione educativa e civile
L’incontro è stato fortemente voluto dal presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, insieme al vicepresidente Mario Mazza e al segretario Pasquale Petrolo. L’evento ha ricevuto il patrocinio di AGCOM, dell’Università Magna Graecia e del Consiglio regionale della Calabria.

Scarpino ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “La tutela dei minori e la responsabilità dei media non possono più essere solo temi da convegno, ma devono diventare parte viva dell’educazione civile del nostro tempo”. L’iniziativa ha raccolto il sostegno unanime del Coordinamento Nazionale dei Corecom, con i presidenti giunti da tutta Italia che hanno riconosciuto il nuovo ruolo dei Corecom: non solo autorità di vigilanza, ma veri e propri garanti morali e sociali di un web più umano e consapevole.
La memoria di Carolina Picchio: il coraggio di Paolo
Il momento più toccante della giornata è stato dedicato a Carolina Picchio, la prima vittima di cyberbullismo riconosciuta in Italia. Il pubblico è stato profondamente commosso dalla proiezione del video della Fondazione Carolina e dalla successiva testimonianza del padre, Paolo Picchio.
Tra lacrime e speranza, Picchio ha trasformato il suo dolore in una missione: “Io ho perso mia figlia, ma non voglio che altri padri perdano le loro. Carolina vive ogni volta che un ragazzo trova il coraggio di chiedere aiuto”. Un racconto potente che ha unito ragazzi e istituzioni sotto il grido di “Mai più silenzio”.
Linguaggio etico e comunicazione con anima
L’importanza dell’iniziativa è stata ribadita dal direttore di Rai3, Massimo Fedele, che ha chiosato: “Quando la televisione incontra la scuola e la Chiesa, nasce qualcosa che educa, che non dimentica”. L’evento ha dimostrato come un linguaggio mediatico etico possa intrecciarsi con quello umano e spirituale, creando un modello di comunicazione pubblica più responsabile e condivisa.
Con il pieno supporto del Coordinamento nazionale dei Corecom italiani, il presidente Fulvio Scarpino ha concluso: “Il messaggio che parte da Reggio Calabria è chiaro: la comunicazione deve tornare ad avere un’anima, e il Corecom sarà in prima linea per costruirla con i giovani e per i giovani”.
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