“Lasciati andare”: il cortometraggio di Barbara Rosanò in gara al Festival del Cinema di Salerno

Dal 24 al 29 Novembre, avrà luogo la 79° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno e tra i concorrenti nella categoria dei cortometraggi c’è Barbara Rosanò con il suoLasciati andare. Un racconto intimo che è in parte documentario ed in parte video musicale, ma soprattutto un commovente omaggio alla memoria e all’atto del lasciar andare.

Lasciati andare di Barbara Rosanò

In quest’opera la regista calabrese vuole rappresentare un’esperienza vissuta sulla propria pelle durante il periodo della pandemia e parlando del film spiega:
<<Questo cortometraggio rappresenta un cerchio della mia vita che si chiude. Nel marzo 2020, durante il culmine della pandemia, mia madre è entrata in coma. Non ci era permesso andare in ospedale e la distanza tra noi era insopportabile. Ho chiesto ai miei familiari di registrare dei messaggi vocali, che ho montato insieme e, con l’aiuto delle infermiere, ho fatto ascoltare a mia madre>>.
Ed è proprio riascoltando questi messaggi vocali che è arrivata l’ispirazione per produrre il corto.

“Lasciati andare”: un viaggio nel tempo e la fine del cammino

“Lasciati andare” si può intendere come un viaggio nel tempo per ricostruire la storia della protagonista. La narrazione parte proprio da lei, immersa nella solitudine del bosco, con la sola compagnia delle voci che la chiamano, per poi entrare nella villa, dove interagisce con oggetti del proprio passato, fino a decidere di chiudere la porta e, con un sorriso, salutare tutti coloro che l’aspettavano.

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Il significato degli oggetti e delle azioni

“Lasciati andare” è ricco di simbolismo, infatti ogni oggetto e azione hanno dei significati personali per la regista che possono essere colti solo dopo aver letto le parole di Barbara Rosanò: <<Ho immaginato il suo ingresso in coma come una danza sfrenata, e il suo subconscio come una vasta villa abbandonata nel bosco. Ogni oggetto nel film è profondamente personale: la bussola di mio padre, il suo amato profumo Chanel N°5, il suo anello, i dipinti di amici che la ritraevano da giovane, poi da moglie, da madre e infine da donna disperata. Ogni elemento porta con sé la storia della nostra famiglia>>.

Lasciati andare

<<L’ultima festa prima della resa simboleggia le diverse epoche vissute da mia madre. Ho scelto di immaginare la sua morte come un atto consapevole: la decisione di lasciarsi andare, nonostante le nostre voci la chiamassero indietro>>.
In quest’ultima parte possiamo cogliere, dunque, il motivo nella scelta del titolo del corto, una sorta di liberazione consapevole dalla sofferenza, sia per la donna stessa, sia per i suoi affetti. <<Un’ascesa in pace, con il sorriso che conoscevo così bene, lo stesso sorriso che indossava quando mi aspettava sulla soglia di casa, dandomi il benvenuto a casa>>.

I luoghi di “Lasciati andare” e dove guardarlo

Il nuovo corto di Barbara Rosanò è stato interamente girato nei pressi e all’interno della Villa Ceravolo a Chiaravalle Centrale (CZ), ed ha partecipato il Gruppo Folkloristico Musico Teatrale della città di Chiaravalle Centrale.
Sarà possibile guardare il cortometraggio dal 15 al 31 ottobre 2025, registrandosi sul sito del Festival Internazionale del Cinema di Salerno e sempre qui sarà possibile, fino al 31 ottobre, votarlo per il premio di miglior cortometraggio.

Chi è Barbara Rosanò

Barbara Rosanò è una regista e attivista calabrese. Nata a Catanzaro nel 1982, ha sviluppato fin da piccola una profonda passione per il cinema, traendo ispirazione dalle opere di De Sica, Pietro Germi e dalle commedie romantiche. Nel 2013 ha fondatp l’Associazione Culturale Kinema, con sede a Girifalco (CZ), con l’obiettivo di raccontare storie di dignità e resilienza del Sud Italia attraverso la lente cinematografica.

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Barbara Rosanò

Tra le sue opere più significative si ricordano:

  • Uscirai sano (2017), un documentario co-diretto con Valentina Pellegrino, che esplora la storia dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Catanzaro. Il film è stato proiettato in diverse città italiane, riscuotendo notevole successo.
  • Dal Mare (2022), un video emozionante sulla Calabria, con cui ha vinto il premio “1 Minuto di Bellezza”, contribuendo a una narrazione del Sud Italia che va oltre gli stereotipi.
  • Oceani (2023), un documentario dedicato a Manuel Sirianni, un ragazzo autistico non verbale di Catanzaro, che racconta il suo percorso di comunicazione e resilienza. Il progetto ha ricevuto il primo premio per i documentari della Calabria Film Commission nel 2020.
  • Luna Rossa, un cortometraggio realizzato attraverso un laboratorio con i giovani migranti presso il centro SPRAR di Crotone.
  • Please, Return To, cortometraggio selezionato per il concorso nazionale “La Grande Occasione” promosso da Canon Italia.
  • Hooyo, un documentario incentrato sul ricongiungimento familiare di una madre e di sua figlia, che affronta i temi dell’immigrazione e dell’ospitalità.

Oltre al suo impegno cinematografico, Barbara Rosanò è stata attiva nella promozione di film di rilevanza sociale nella sua città natale, come No Other Land e Sulla mia pelle, favorendo il dialogo sui diritti umani e la giustizia sociale.

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