In vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), il Collettivo Aurora ha promosso una forte iniziativa di sensibilizzazione a Catanzaro. Ai Giardini San Leonardo è stato esposto uno striscione con la scritta emblematica: “I nostri corpi non sono campi di battaglia”.

L’iniziativa non si è limitata al gesto simbolico, ma è stata accompagnata dalla diffusione di un manifesto pubblico che denuncia quella che le attiviste definiscono una “guerra silenziosa”.
Una “guerra silenziosa” fatta di femminicidi, stupri, violenze quotidiane e discriminazioni strutturali che colpiscono donne, donne migranti, trans e con disabilità.
L’obiettivo è chiaro: “Rompere il silenzio e fare rumore” per ribadire che la violenza di genere richiede un impegno collettivo da parte dell’intera comunità.
Le denunce del collettivo: carenze strutturali e sociali
Il documento politico diffuso dal Collettivo Aurora muove una critica serrata ai “sistemi di potere che agiscono sui corpi delle donne” e richiama l’attenzione su diverse carenze cruciali sul territorio e a livello nazionale:
- Prevenzione Inadeguata: Mancanza di un’efficace prevenzione e di sostegno economico per le donne in difficoltà.
- Educazione Affettiva: Necessità di introdurre l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
- Tutela Online: Protezione inefficace contro la diffusione non consensuale di immagini online (revenge porn).
- Centri Antiviolenza: Carenza di risorse e finanziamenti adeguati per i centri antiviolenza e le case rifugio.
Le attiviste hanno anche richiamato specifici episodi recenti, come il caso delle giovani stuprate a Seminara, per evidenziare la gravità e la persistenza del problema.

Il calendario di mobilitazione a Catanzaro (22-27 Novembre)
Per trasformare la denuncia in azione e aumentare la consapevolezza collettiva, il Collettivo Aurora ha reso noto un ricco calendario di iniziative aperte alla cittadinanza in programma a Catanzaro:

Il Collettivo Aurora invita tutti a prendere parte alle iniziative in programma, sottolineando che l’impegno contro la violenza di genere non può essere delegato, ma deve essere un atto di responsabilità civile quotidiana.
L’intervista a Francesca Labonia del Collettivo Aurora
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