Il 22 Marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua. Quest’anno il tema scelto è “Acqua per la Pace”. L’accessibilità alla risorsa idrica, primaria esigenza per tutte le forme di vita, rappresenta un fattore fondamentale per i principali settori strategici a livello mondiale. Sin dall’antichità, guerre e conflitti venivano combattuti a causa dell’acqua, soprattutto per necessità energetiche o legate all’agricoltura. Il danneggiamento delle infrastrutture idriche da sempre è tra gli strumenti bellici comunemente utilizzati e viene ancora oggi impiegato per tagliare le forniture di acqua alle zone sotto assedio. Inoltre, tra siccità, contaminazioni e sprechi, la risorsa è sempre più a rischio. Nell’area mediterranea, lunghi periodi siccitosi, interrotti da brevi eventi estremi di precipitazione, sembrano destinati a ripetersi e accentuarsi, a causa dei mutamenti climatici. Tutto questo determina gravi conseguenze sia in termini di effetti al suolo, sia di deterioramento delle risorse idriche, superficiali e sotterranee.
Una gestione “adattiva” della risorsa idrica
In futuro sarà fondamentale attuare una gestione “adattiva” della risorsa idrica. Nel nostro paese, le infrastrutture di adduzione e distribuzione delle acque, ormai obsolete, necessitano di ingenti interventi di manutenzione e innovazione. L’obiettivo è garantire il monitoraggio e la distribuzione efficaci della risorsa, eliminando le attuali perdite, anche superiori al 40%. Occorre privilegiare l’utilizzo delle acque superficiali, ove presenti in misura soddisfacente. Anche attraverso impianti a gravità per ridurre le spese energetiche d’esercizio, si può far ricorso alle acque sotterranee soltanto in caso di necessità. Appare indispensabile un miglioramento della governance: l’accumulo di acque superficiali in piccoli e medi serbatoi, nei periodi più umidi, potrebbe coniugarsi con tecniche di alimentazione delle falde, attraverso sistemi di ricarica controllata, nei periodi di siccità.
La tutela delle risorse idriche, attraverso una loro corretta gestione, è un dovere collettivo legato ai concetti di equità intergenerazionale e sviluppo sostenibile, e ai principi dettati dall’Agenda 2030. L’utilizzo delle acque sotterranee richiede un approccio improntato alla massima prudenza, che distingua opportunamente le risorse dalle riserve. A tale scopo, diventa assolutamente indispensabile pervenire a livelli adeguati di conoscenza idrogeologica, con accurata definizione dei bilanci idrici. Occorre implementare moderne reti di monitoraggio e di sorveglianza, e proteggere le acque dalle fonti di inquinamento, soprattutto nelle aree più vulnerabili.
“La progettazione dei pozzi”: il Convegno in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua
L’Ordine dei Geologi della Calabria e l’Associazione Acque Sotterranee, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Geologi e con il patrocinio di Arpacal e Sigea, organizzano per il 12 Aprile un Convegno formativo nazionale che tratterà aspetti legati alla progettazione dei pozzi, alle procedure autorizzative e alla direzione lavori. Un ampio scenario di esperienze in diversi contesti operativi. Un’occasione di riflessione che, prendendo spunto dalla Giornata Mondiale dell’acqua, pone l’accento sulla corretta realizzazione delle opere di captazione delle acque sotterranee tramite pozzi come aspetto fondamentale per l’utilizzo sostenibile della risorsa in termini qualitativi e quantitativi.

Il Convegno formativo si terrà esclusivamente in presenza e avrà luogo a Lamezia Terme presso il “Grand Hotel Lamezia”. Il costo per la partecipazione è di € 20,00. Il programma segue il percorso previsto dalla Norma UNI 11590-2015 partendo dalla definizione degli obbiettivi progettuali che incrociano le esigenze del committente con il quadro idrogeologico dell’intervento, passando per le articolate procedure autorizzative che mostrano specifiche peculiarità nel contesto Calabrese. L’approfondimento con esempi sui criteri di progettazione con particolare riferimento al dimensionamento strutturale e al progetto definitivo sono gli elementi basilari di approccio alla realizzazione delle opere; i successivi contributi sulle attività di cantiere di imprese e professionisti rappresentano il percorso che si conclude con le prove di portata basilari per l’interpretazione dei dati idrogeologici.
L’esposizione di una esperienza di modellizzazione tridimensionale degli acquiferi, su scala ampia, stimolerà il confronto con i rappresentati istituzionali, Distretto Idrografico, Regione Calabria, Città Metropolitana per la definizione degli obbiettivi e dei ruoli per tutelare la risorsa di primaria importanza: l’acqua del sottosuolo. All’incontro prenderanno parte autorevoli relatori, rappresentanti e funzionari degli Enti coinvolti nei processi di governance. Sarà un’occasione preziosa per approfondire le suddette tematiche idrogeologiche e focalizzare le principali criticità che attengono alle procedure e all’attività professionale.
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