L’appello dell’ANPI: <<Raduniamoci attorno alle Pietre d’inciampo>>
<<Il 27 Gennaio un sano imperativo della Memoria porterà nelle case, nelle scuole, nelle strade volti e storie degli ebrei deportati e sterminati nei campi di concentramento nazisti, dei politici e militari deportati e uccisi anch’essi e di tutti coloro che si opposero fino al sacrificio della vita a questo orrore>>. Queste le parole nel comunicato stampa dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia che per il Giorno della Memoria sarà presente con le sue iniziative in tutta Italia.

L’ANPI lancia un appello: <<il 27 Gennaio troviamo un momento per radunarci, laddove presenti, intorno alle Pietre d’inciampo, a quei segni tangibili della memoria dove sono impressi i nomi delle vittime. Ricordiamoli, raccontiamo, leggiamo la loro storia, o anche solo il loro nome e se qualche pietra dovesse essere sporca, puliamola>>.
Cosa sono le Pietre d’inciampo
Le Pietre d’inciampo (in tedesco Stolpersteine) nascono da un progetto dell’artista berlinese Gunter Demnig, a memoria diffusa di tutte le vittime della deportazione nei campi. La prima fu posta nel 1992 a Colonia, in Germania, per ricordare la deportazione dei rom e dei sinti di quella città per mano dei nazisti. Si tratta di piccoli monumenti alla memoria di uno dei periodi più bui della storia della nostra nazione. Le pietre sono di ottone delle dimensioni di un sanpietrino (10×10 cm). Per spiegare la propria idea, l’artista – che posa personalmente le “Pietre d’inciampo” – ha fatto proprio un passo del Talmud: “Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome”.

Questi piccoli piccoli blocchi quadrati di pietra ricoperti di ottone vogliono restituire dignità di essere umano a chi fu ucciso. Far riflettere sull’orrore di ciò che avvenne e vigilare perché ciò che è accaduto non si ripeta mai più. Le Pietre d’inciampo sono incastonate nel selciato di fronte all’abitazione delle vittime delle deportazioni nei campi di concentramento. Con sopra incisi i loro nomi, le date della cattura e, quando ci sono, quelle della morte. Devono il loro nome proprio al loro obiettivo di “far inciampare” i passanti e ricordare loro cosa è successo proprio in quel punto della città, durante l’occupazione nazifascista.
Per impedire ogni forma di oblio, negazionismo e indifferenza, Gunter Demnig ha posato oltre 75mila pietre d’inciampo in Europa, più di mille si trovano in Italia. Nel nostro paese le prime furono posate a Roma nel 2010 e attualmente se ne trovano a: Firenze, Bolzano, Genova, L’Aquila, Livorno, Milano, Reggio Emilia, Siena, Torino, Venezia oltre ad altri numerosi centri minori.
Le iniziative dell’ANPI di Soverato per il Giorno della Memoria
Il Giorno della Memoria, istituito in Italia con la legge 211 del 20 luglio 2000, si celebra ogni anno per ricordare il 27 Gennaio 1945. In quel giorno l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento nazista di Auschwitz. E si celebra soprattutto per non dimenticare cosa sia stata la Shoah e i milioni di vittime che produsse. Commemorare le vittime dell’Olocausto è un dovere storico e morale affinchè non si ripetano mai più pagine di storia così tragiche come quelle del Novecento.
La sezione ANPI di Soverato, per coinvolgere in modo particolare studentesse e studenti delle scuole, ha in programma due iniziative. Sabato 27 Gennaio presenzierà alla conferenza organizzata dall’Associazione combattenti “La Tripona”, sezione di Satriano. Lunedì 29 Gennaio sarà all’I.C. “Aldo Moro” di Guardavalle per riflettere con le ragazze ed i ragazzi delle scuole medie sulla necessità della memoria come unica arma contro il negazionismo.
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