Nel cuore delle Serre vibonesi prende vita un nuovo e ambizioso progetto culturale. Il 22 e 23 maggio 2026, le Reali Ferriere di Mongiana ospiteranno le giornate clou de “La Mongiana Festival”, un’iniziativa che mette al centro il legame indissolubile tra chi parte, chi resta e chi torna.

Diretto dall’antropologo Vito Teti e dallo studioso Giuseppe Sommario, con il sostegno del Comune di Mongiana, il festival trasforma uno dei luoghi simbolo dell’archeologia industriale del Mezzogiorno in uno spazio di partecipazione collettiva, memoria e nuove narrazioni del territorio.
Le aree interne al centro del futuro: le parole dei direttori
Il festival nasce per restituire centralità a contesti spesso ritenuti marginali, interpretandoli come spazi vivi e ricchi di relazioni.
«Le aree interne non sono margini da riempire, ma luoghi attraversati da trasformazioni», spiega Vito Teti. «“La Mongiana Festival” prova a raccontarle senza semplificazioni, a partire dalle persone e dalle loro storie calate nel presente, con uno sguardo al futuro».
Dello stesso avviso Giuseppe Sommario, che sottolinea l’importanza del legame con le comunità all’estero: «Parlare di emigrazione significa parlare del rapporto profondo che continua a legare le persone ai propri luoghi d’origine. Il festival vuole riportare queste storie dentro uno spazio collettivo di confronto».
Il programma delle giornate clou: 22 e 23 maggio
Le giornate centrali del festival, ospitate negli spazi suggestivi delle Reali Ferriere, offriranno un ricco ventaglio di appuntamenti, mostre e performance:
Venerdì 22 maggio: installazioni e tradizioni
- Performance collettiva: “Quando il paese diventa una tela”, un’azione d’arte pubblica curata da Roberto Giglio che coinvolgerà adulti e bambini nella pittura di una grande tela di lenzuola.
- Mostre ed esposizioni: Inaugurazione della mostra “Paesi” di Roberto Giglio e di “Un paese ci vuole”, realizzata dagli studenti delle scuole locali.
- Pomeriggio culturale: Restituzioni pubbliche dei laboratori dedicati alla genealogia (“Ricostruiamo la nostra Storia di Famiglia”) e ai canti agro-pastorali (“Sui passi della tradizione”).
Sabato 23 maggio: tavola rotonda e musica live
- Il dibattito: Alle ore 10:00 la tavola rotonda “Il paese che ho, il paese che vorrei”. Un confronto sul futuro delle aree interne che vedrà dialogare Vito Teti, Giuseppe Sommario, il sindaco di Mongiana Francesco Angilletta, docenti e amministratori locali.
- I Premi: Premiazione del concorso letterario “La Mongiana – Ferriera d’inchiostro” e consegna del Premio “La Mongiana” al collettivo Felici & Conflenti.
- Concerto di chiusura: Live di Felici & Conflenti con i suoni e gli strumenti della tradizione popolare del Reventino-Savuto.

I laboratori e il percorso sul territorio fino ad agosto
Il festival non si esaurisce nelle due giornate di maggio, ma propone un calendario di attività formative e laboratori che si protrarrà fino al 30 agosto 2026:
- “Emigrazione, radici e memoria”: Laboratorio di narrazione e teatro curato da Giuseppe Sommario con gli studenti di Mongiana, Serra San Bruno, Fabrizia e Nardodipace.
- Atelier di pittura: Sessioni di acquerello dal vero sul paesaggio delle Serre a cura di Roberto Giglio.
- “Il paese aggiunto”: Laboratorio di canto e memoria orale curato da Caterina Pontrandolfo insieme alle donne del paese.
L’iniziativa è co-finanziata dalla Regione Calabria attraverso l’avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale” (fondi POC 2014/2020).
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