Ultima chiamata per le imprese italiane: oggi, 31 marzo 2026, scade il termine ultimo per sottoscrivere la polizza catastrofale (Cat Nat). L’obbligo riguarda micro e piccole imprese, con particolare attenzione ai comparti del turismo, della ristorazione, della pesca e dell’acquacoltura.
Adeguarsi entro la fine della giornata è fondamentale non solo per proteggere la propria attività dai danni causati dalle calamità naturali, ma anche per non perdere l’accesso a contributi e agevolazioni pubbliche.
Cosa copre l’assicurazione obbligatoria?
La normativa impone la copertura contro danni derivanti da eventi climatici e geologici estremi. Nello specifico, la polizza deve coprire:
- Sismi (terremoti);
- Alluvioni e inondazioni;
- Frane (purché l’evento sia “rapido” e non graduale);
- Esondazioni.
Attenzione: fenomeni come grandine, trombe d’aria e “bombe d’acqua” non rientrano nell’obbligo di legge e richiedono spesso garanzie accessorie aggiuntive per essere coperti.
Quanto costa assicurarsi? Le simulazioni per città
Secondo un’analisi di Facile.it (in collaborazione con Italfinance e Finital), i premi annuali variano significativamente in base alla zona geografica e alla tipologia di immobile. Ecco alcuni esempi basati su diverse città campione:
Esempio Ristorante
(Valore immobile 500.000€ + attrezzature e impianti per 300.000€)
- Milano: da 272 euro/anno
- Palermo: da 628 euro/anno
- Roma: da 776 euro/anno
Esempio Hotel
(Valore immobile 1,5 milioni € + attrezzature e impianti per 500.000€)
- Milano: da 556 euro/anno
- Roma: da 835 euro/anno
- Palermo: da 2.111 euro/anno
Perché i prezzi variano così tanto?
Il costo della polizza non è fisso, ma dipende dalla rischiosità del territorio. Gli assicuratori valutano la probabilità di eventi calamitosi, la vulnerabilità dei beni e le caratteristiche costruttive dell’immobile. Anche la posizione del locale all’interno di un edificio (ad esempio il piano terra rispetto ai piani elevati) può influenzare la tariffa finale.
Cosa rischia chi non si adegua entro oggi?
Sebbene non siano attualmente previste sanzioni pecuniarie dirette, le conseguenze per chi ignora l’obbligo sono pesanti:
- Esclusione dai contributi pubblici: Le aziende non in regola non potranno accedere a finanziamenti o agevolazioni statali.
- Nessun indennizzo statale: In caso di catastrofe, l’impresa dovrà farsi carico interamente dei danni, senza poter contare su aiuti d’emergenza da parte dello Stato.
A cosa fare attenzione: esclusioni e clausole
Prima di firmare, è bene leggere attentamente i massimali e le franchigie. Ricordate che sono generalmente escluse dalla copertura obbligatoria:
- Mareggiate, valanghe e slavine;
- Edifici abusivi o non a norma;
- Danni causati da eventi graduali (come lo smottamento lento di un terreno).
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