Addio a Oliviero Toscani, il genio della fotografia

Oliviero Toscani è morto oggi, all’età di 82 anni, nell’ospedale di Cecina, dove era ricoverato da qualche giorno per l’aggravarsi delle sue condizioni.

Il fotografo Oliviero Toscani (fonte web)

Geniale, creativo, sempre fuori dagli schemi, il fotografo della luce e del colore ha scandalizzato il mondo intero con i suoi scatti. Rivoluzionando il mondo della fotografia.

L’ultima intervista al “Corriere della Sera” ad Agosto 2024

Da due anni – come aveva rivelato nell’ultima’intervista al Corriere della Sera il 28 agosto scorso – Oliviero Toscani soffriva di amiloidosi: <<In pratica le proteine si depositano su certi punti vitali e bloccano il corpo. E si muore. Non c’è cura>>. Il fotografo si stava sottoponendo ad una cura sperimentale: <<In un anno ho perso 40 chili. Neppure il vino riesco più a bere: il sapore è alterato dai medicinali>> raccontava. Viveva a Cecina con la moglie Kirsti, l’amore di una vita, madre dei suoi tre figli più giovani, Rocco, Lola e Alì (come Muhammad Alì). Voleva essere ricordato <<per l’insieme, per l’impegno. Non è un’immagine che ti fa la storia, è una scelta etica, estetica, politica da fare con il proprio lavoro>>. Non temeva la morte: <<Basta che non faccia male. E poi ho vissuto troppo e troppo bene, sono viziatissimo. Non ho mai avuto un padrone, uno stipendio, sono sempre stato libero>>.
<<Mi pento delle cose che non ho fatto, non di quelle che ho fatto. Potrei farmi incatenare, ma non perderei il senso di libertà. Ora sono come incatenato, ma sono libero di pensare come penso e di agire come penso dovrei>> aveva dichiarato, accennando anche all’intenzione di rivolgersi all’amico Marco Cappato per scegliere il suicidio assistito in Svizzera.

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La vita e la carriera di Oliviero Toscani

Nato a Milano il 28 febbraio 1942, Oliviero Toscani pubblica il suo primo scatto sul Corriere della Sera a 14 anni: è il volto di Rachele Mussolini, immortalato a Predappio alla tumulazione del Duce nella tomba di famiglia. Si diploma in fotografia all’Università delle Arti di Zurigo e debutta nel mondo della pubblicità con la campagna per il cornetto Algida. I suoi scatti finiscono su importanti riviste internazionali: Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire. Il fotografo realizza anche scatti per celebri maison di moda come Valentino, Chanel, Fiorucci, Esprit e Prénatal. Poi, nel 1982, la svolta con Benetton: i maglioni sono il pretesto per mettere in primo piano i temi sociali: l’uguaglianza, la mafia, il contrasto all’omofobia, la lotta all’Aids o alla pena di morte.

Il bacio - Benetton - 1991 - Oliviero Toscani
Il bacio – Benetton – 1991 – Oliviero Toscani

Nel 1991 lancia la rivista Colors e tre anni dopo Fabrica, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna, la cui sede è firmata dall’archistar giapponese Tadao Ando. Nel 2000 il sodalizio con il gruppo Benetton si interrompe, in seguito ad una controversa campagna che utilizza foto reali di condannati a morte negli Stati Uniti. Toscani realizza le campagne di moda per il marchio RaRe, incentrate sull’omofobia. Collabora con la Croce Rossa, con l’Istituto Superiore della Sanità, con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Incisivo anche il suo impegno sociale su tematiche quali sicurezza, violenza contro le donne, anoressia. Proprio su questo tema nel 2007 Toscani realizza per il marchio Nolita una campagna choc: protagonista la modella e attrice francese Isabelle Caro, solamente 31 chili per 1,64 metri di altezza.
Nel 2007 dà vita al progetto Razza Umana, una galleria di ritratti di varia umanità che mostra tutte le caratteristiche somatiche e sociali del genere umano. Dal 2018 al 2020 torna con Benetton, rilanciando i temi dell’integrazione, ma viene poi licenziato per le dichiarazioni sul crollo del ponte Morandi: <<Ma a chi interessa che caschi un ponte?>>. Innumerevoli i premi ricevuti, tra cui: Grand Prix de la publicité (1990), Leone d’oro all’International Advertising Festival di Cannes (1996), nomina ad accademico di onore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze (2010), premio alla carriera dell’Art director’s club tedesco (2019), presidente onorario di Nessuno Tocchi Caino.

Il re dello shockvertising

La genialità del maestro della fotografia ha sconvolto il settore della pubblicità a suon di campagne irriverenti e provocatorie.

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Chi mi ama mi segua - Jesus Jeans 1973 - Oliviero Toscani
Chi mi ama mi segua – Jesus Jeans 1973 – Oliviero Toscani

Nel corso della sua lunga carriera, Oliviero Toscani ha esplorato gli aspetti più controversi dell’essere umano, affrontando con i suoi scatti tematiche sociali delicate e spesso veri tabù: la violenza domestica, le malattie sessualmente trasmissibili, il razzismo, l’atrocità delle guerre. Le sue pubblicità sono opere senza filtri che hanno colpito ed indignato il pubblico, scatenando accesi dibattiti. La tecnica è quella dello shockvertising, termine anglosassone che nasce dalla fusione delle parole Shock e Advertising. Questo genere di pubblicità è in grado di creare un forte impatto emotivo nei destinatari, veicolando forti messaggi anche a costo di superare i limiti.

Cuori - Benetton - 1996 - Oliviero Toscani
Cuori – Benetton – 1996 – Oliviero Toscani

In sessant’anni di carriera ha lavorato in ogni luogo del mondo e per tutte le riviste più importanti. Migliaia di ritratti e milioni di immagini. Campagne pubblicitarie che hanno lasciato il segno. Tutto il percorso di Oliviero Toscani è condensato nel libro “Ne ho fatte di tutti i colori”, uscito nel 2022 per La Nave di Teseo. Nel suo carnet personaggi illustri come: John Lennon, Andy Warhol, Muhammad Ali, Lou Reed, ma anche Carmelo Bene e Federico Fellini. Molti anche gli scatti nel mondo della moda: Donna Jordan, Claudia Schiffer e Monica Bellucci, tra le altre.

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