Sanremo 2025 si avvicina e gli artisti in gara hanno iniziato a svelare il significato delle canzoni. Il 75° Festival della Canzone Italiana si svolgerà dall’11 al 15 Febbraio 2025 e sul palco del Teatro Ariston saliranno 30 big.

Le canzoni parleranno soprattutto d’amore, ma la kermesse sarà l’occasione per affrontare anche tematiche sociali in una dimensione più intima. Tra qualche settimana verranno resi noti i testi dei brani e la stampa si esprimerà dopo l’ascolto in anteprima. Intanto iniziamo a conoscere i brani ed il significato delle canzoni attraverso le parole degli artisti in gara a Sanremo 2025.
Di cosa parlano le canzoni del Festival? Lo raccontano gli artisti in gara
A svelare il significato delle canzoni sono i cantanti stessi attraverso i canali social ufficiali del Festival di Sanremo.
I big spiegano il significato delle canzoni in gara a Sanremo 2025
In attesa del pre ascolto riservato alla stampa e delle pagelle con i voti dei giornalisti alle canzoni di Sanremo 2025, ecco i 30 artisti e le loro spiegazioni sul significato delle canzoni.
GIORGIA – “La cura per me”
<<“La cura per me” è un viaggio di sentimento profondo che volge a una trasformazione. Se fosse un’immagine o un quadro, vedrei una stanza buia spezzata da una luce che entra dentro questa stanza, illuminandola>>.
OLLY – “Balorda nostalgia”
<<“Balorda nostalgia” parla, ovviamente, di nostalgia balorda, perché fa sempre un po’ male, di una sensazione di mancanza. Come tutte le canzoni che sto scrivendo ultimamente, è una presa male che non è fine a se stessa, ma finisce sempre in una liberazione generale. Racconta la nostalgia di qualcosa che non so ancora esattamente se ho già vissuto o no, però sicuramente qualcosa di vero. Se “Balorda Nostalgia” fosse un’immagine, mi vengono in mente dei colori: nero e blu mischiati, che poi alla fine si scaldano…tutto un po’ un casino, come me del resto>>.
FEDEZ – “Battito”
<<La canzone è intitolata “Battito”. È un brano molto intimo, una dicotomia tra un brano d’amore in cui però la figura femminile incarna la depressione. Quindi è un brano sulla depressione, costruito come se fosse una canzone d’amore. Se la mia canzone fosse un’immagine, penso a un pixel nero>>.
NOEMI – “Se t’innamori muori”
<<Questa canzone è nata sulla mia voce e sono contenta perché Alessandro (Mahmood) e Blanco, che sono due grandi autori molto bravi, mi hanno fatto un regalo partendo anche da me. Il tema di “Se t’innamori muori” è molto forte. A parte questa frase che è pazzesca, essendo una metafora per raccontare l’abbandono…quando noi ci lanciamo e viviamo i sentimenti senza avere paura, o forse con quella paura di sentirsi fragili…questo è un abbandono, perché in realtà è tutto in mano a qualcun altro. Anche se alla fine c’è questo “serenamente” che risolve tutto, quando hai dato tutto e non hai niente da recriminarti. Mi sembra molto coraggioso, il pezzo come il titolo. Se fosse un’immagine, mi viene in mente un cielo dove c’è qualcuno che cade, abbandonato a una situazione di gravità zero, un po’ Florence & The Machine>>.
MODÀ – “Non ti dimentico”
<<La nostra canzone è una canzone d’amore in pieno stile Modà…potente. Questa volta è veramente potente perché si parla d’amore, ma si parla anche di coraggio. L’amore spesso può finire e arriva un momento in cui il coraggio e la determinazione di andare avanti sono fondamentali per non cadere nella tristezza. In quella parte del tuo cuore c’è sempre quel ricordo che, anche solo pensandoci, ti fa stare bene. Se dovessimo immaginarcela come un’immagine, io (Kekko) direi un tornado, mentre il resto della band immagina un insieme di chiari e scuri…un uragano nel mare>>.
GAIA – “Chiamo io, chiami tu”
<<“Chiamo io, chiami tu” parla di quel limbo d’indecisione che ci logora il cervello e non ci riporta nel nostro sentire e nei nostri istinti più primordiali. Questa è tutta la mia lettura. In realtà è una canzone mega leggera e super ballabile, che però ha un sottotesto che, se ascolti un pochino più intensamente, verticalmente, puoi cogliere. Se la canzone fosse un quadro, un disegno o una fotografia, io vedrei la spiaggia di Copacabana, il cartello con il Wi-Fi bloccato e tutto ciò che riguarda telefonia o connessione spenti>>.
TONY EFFE – “Damme ‘na mano”
<<“Damme ‘na mano” parla sicuramente di Roma, che in oltre può essere vista come donna. È una canzone personale e passionale che parla d’amore oltre che a tante altre cose. Se questo brano fosse una foto vedrei una donna seduta in piazza Madonna dei Monti>>.
MARCELLA BELLA – “Pelle diamante”
<<“Pelle diamante” direi che è quasi un inno pensato e dedicato alle donne indipendenti di oggi che sanno quello che vogliono, donne che si fanno valere e che sono talmente sicure e quasi ‘dure’ da essere molto vicino a un diamante, la pietra più dura che ci sia, che è anche molto, ma molto, preziosa. Quindi anche queste donne sono preziose>>.
BRUNORI SAS – “L’albero delle noci”
<<“L’albero delle noci” è il titolo della canzone che porterò a Sanremo. È una canzone che parla di come una nascita possa essere una rinascita, una gioia e una rivoluzione ma anche un momento di grande crisi. Racconto luci ma anche ombre e, se vogliamo, anche inquietudini. Racconto di una condizione che può crearti anche un certo senso di inadeguatezza, in quel limbo che sta fra l’essere genitore e sentirsi ancora figlio. Sicuramente mi tocca essere banale: l’immagine che mi viene in mente è proprio quella dell’albero, però dipinto dal mio amico Robert Figlia che ha fatto dei dipinti bellissimi e delle illustrazioni bellissime relative al disco. Ne ha accolto l’essenza rispetto a quello che canto e quello che ho scritto quindi sì, lo immagino proprio un dipinto di Robert di questo albero che sta di fronte a casa mia>>.
ROSE VILLAIN – “Fuorilegge”
<<“Fuorilegge” è una canzone che parla di desiderio. Mi piace sempre andare ad esporare i vari lati dell’amore e ho capito che la parte del desiderio di quella passione un po’ quasi soffocante a tratti in realtà è forse una delle cose che più fa sentire vivi. Se “Fuorilegge” fosse un’immagine o una fotografia forse sarebbe quella di una persona in un letto che si contorce d’amore sotto un cielo stellato>>.
IRAMA – “Lentamente”
<<“Lentamente” è una canzone a cui tengo tanto, è una canzone che racchiude una verita, è molto trasparente. Non vedo l’ora che le persone possano indossarla…e dai, non vedo l’ora di cantarla. Se fosse un quadro me lo immaginerei un po’ come un organo, un piano sull’oceano, sul mare>>.
LUCIO CORSI – “Volevo essere un duro”
<<La mia canzone si intitola “Volevo essere un duro”, parla del fatto che questo mondo ci vorrebbe infallibili, solidi come delle pietre e perfetti come dei fiori, senza dirci che i fiori sono appesi a un filo e poi anche del fatto che spesso è facile non divenire ciò che si sognava. Son poche persone che possono dire di essere diventati ciò che sognavano da piccoli o ciò che il mondo insomma vorrebbe farci essere, poi magari a volte non è nemmeno la via giusta quella, no. A volte è assurdo diventare ciò che il mondo ci vuole oppure sogniamo di essere cose che alla fine non son così tanto meglio di ciò che siamo, ecco. Se la mia canzone fosse un’immagine…forse un albero di quelli che sali da bambino oppure una fionda, non lo so>>.
ACHILLE LAURO – “Incoscienti giovani”
<<La canzone come sempre nel mio caso è ispirata a una storia vera, parla di giovani incoscienti, parla di noi. Se la mia canzone fosse una fotografia probabimente sarebbe una fotografia retrò degli anni ’80>>.
COMA_COSE – “Cuoricini”
<<La nostra canzone parla di dinamiche di coppia, parla d’amore in una versione un po’ agrodolce che è quella della convivenza di tutti i giorni. Diciamo sì, una sorta di favola distopica della contemporaneità, potrebbe essere una definizione. Se la canzone fosse un’immagine vedremmo due cuori>>.
MASSIMO RANIERI – “Tra le mani un cuore”
<<Il titolo è “Tra le mani un cuore”: è una canzone innanzitutto, potrei dire, lacerante. Lacerante di bellezza perché è la storia di questa persona che finisce questo rapporto e aiuta l’altra persona a salvarla da questo cuore che è caduto in mare. Non succede come nella vita che non ci si vede più e non ce ne importa niente di quello che tu stai attraversando e a te non importa niente di quello che sto attraversando io. Perché i rapporti quando finiscono possono benissimo riprendersi oppure finire in un modo molto più civile, molto più umano. Se la mia canzone fosse un’immagine…io l’ho sempre vista…quelle immagini molto dolorose. A volte anche nei WhatsApp ritrovi il cuore che è infilato dalla lancia, diciamo così, cuore che è stato trafitto. Ecco questa è l’immagine che vedo, che fa sempre molto effetto>>.
CLARA – “Febbre”
<<“Febbre” è una canzone a cui tengo tanto e ho voluto utilizzare proprio questa immagine perché tutti noi abbiamo in mente cos’è la febbre, seppure non è una cosa concreta. Cambia la temperatura, no, sale e scende, un po’ come le nostre giornate, le nostre emozioni. E siccome vengo da un anno pieno di emozioni, fortunatamente molto positive, ho detto: ora vado a Sanremo con questa canzone. Se fosse un’immagine “Febbre” sarebbe un cubetto di ghiaccio che si scioglie>>.
SIMONE CRISTICCHI – “Quando sarai piccola”
<<“Quando sarai piccola” è una canzone che nasce per indagare il rapporto, la relazione che c’è tra genitori e figli sul momento in cui questi due ruoli si ribaltano e quindi si diventa genitori dei nostri genitori. Se la mia canzone fosse un’immagine probabilmente sarebbe un’altalena>>.
BRESH – “La tana del granchio”
<<Non voglio spoilerare troppo, comunque la canzone è sicuramente un inno alla libertà che forse è l’unica cosa a cui possiamo aspirare, ambire che ci manca più di tutte. Se fosse un’immagine “La tana del granchio” rappresenterebbe nient’altro che un granchio>>.
FRANCESCA MICHIELIN – “Fango in Paradiso”
<<“Fango in Paradiso” è una canzone d’amore, è una storia finita o che in qualche modo sta finendo e sostanzialmente c’è tanto struggimento. C’è proprio lo struggimento…non saprei dire altro. Uno dirà – vabbè, le canzoni d’amore le cantano tutti – ma in realtà una canzone d’amore così non l’avevo né mai scrittà, né mai interpretata. L’immagine secondo me che può descrivere questa canzone è dell’edera. L’edera è anche presente nel testo ed è di fatto una pianta, anche rampicante, qualcosa che va a ricoprire le cose e anche se è mega affascinante secondo me sulle abitazioni, comunque ti dà un senso di un luogo anche magari disabitato, di un luogo dove non ci si frequenta più, dove non ci si parla più. Quindi questa disabitudine che si crea nella relazione>>.
THE KOLORS – “Tu con chi fai l’amore”
<<La nostra canzone è “Tu con chi fai l’amore”, che potrebbe anche essere una domanda rivolta ad Alex o a Dario. È un brano che vuole un po’ celebrare quei momenti in guida l’istinto e non il ragionamento e vuole celebrare quel tipo di leggerezza che si vive in quei momenti. Se la nostra canzone fosse un’immagine è su e giù, è l’ascensore, un ascensore rosso>>.
EMIS KILLA – “Demoni”
<<“Demoni” parla di una storia tra un ragazzo e una ragazza, però più precisamente racconta un po’ la chimica in amore, mettiamola così. Se “Demoni” fosse un quadro vedremmo la luna>>.
WILLIE PEYOTE – “Grazie ma no grazie”
<<La mia canzone “Grazie ma no grazie” parla di quello che dice nel titolo, cioè un modo gentile di rispondere con un diniego, vale per tante occasioni, in realtà il tema siamo noi, è l’Italia in generale però presa con uno spirito ironico che secondo me in un momento storico come questo aiuta e serve. Se la mia canzone fosse un’immagine vedremmo delle maracas, delle percussioni, roba un po’ latin>>.
SARAH TOSCANO – “Amarcord”
<<“Amarcord” è preso dal film di Fellini. Generalmente la canzone parla proprio di rivivere un ricordo un po’ nostalgico. Se fosse un’immagine sarebbe sicuramente un lunapark, di notte, fine>>.
ROCCO HUNT – “Mille vote ancora”
<<La mia canzone s’intitola “Mille vote ancora”, senza la L, non “volte”, ma “vote”, quindi non è un errore, è proprio napoletano, lingua napoletana, e parla dell’affetto che una persona prova per la propria terra, in particolare è la mia storia, ma soprattutto la storia di tanti altri ragazzi. Sono sicuro che possa rispecchiare un sacco di persone e non vedo l’ora di cantarla sul palco del Festival di Sanremo. Se dovessi immaginare o pensare a una sola immagine per definire la mia canzone sicuramente ti direi un quartiere qualunque o un bambino che sogna>>.
JOAN THIELE – “Eco”
<<“Eco” è una canzone che è nata all’incirca un anno fa ed è uno di quei pezzi che dico sempre che è nato da solo perché in qualche modo ho iniziato a scriverla piangendo, è stato emotivamente forte ed è un brano che parla dell’importanza di difendere sempre le proprie idee e attraversare la paura. Se fosse un’immagine potrebbe essere una bellissima chitarra elettrica>>.
RKOMI – “Il ritmo delle cose”
<<La mia canzone si chiama “Il ritmo delle cose”, arriva da un grande bisogno di accettare, accogliere il disordine, in qualche modo farlo mio e dare un senso al tempo, al mio tempo. Se fosse un’immagine, cosa vedreste, cosa vedremmo tutti insieme? Non so se la pronuncia è adatta: una macchia di Rorschach>>.
SERENA BRANCALE – “Anema e Core”
<<“Anema e Core” è uno stile di vita, è un’attitudine alla vita a vivere bene le cose di pancia, ma con senno, con coscienza. Un po’ l’attitudine che avrò io per il Festival di Sanremo, per questa esperienza meravigliosa, quindi ritorno al Festival con il brano giusto perchè parla di un’attitudine, quella che dovremmo avere quando saliamo sul palco: dare tutta la nostra forza, tutta la nostra passione, mentre cantiamo. Se “Anema e Core” fosse un’immagine sarebbe quel buonissimo e e faticosissimo ragù di mia nonna cotto quattro, cinque ore, dove io inzuppavo il pane e mi dava lo schiaffo perchè non si poteva. Sì, è un grandissimo ragù di mia nonna “Anema e Core”, rosso>>.
SHABLO feat GUÈ, JOSHUA, TORMENTO – “La mia parola”
<<La mia canzone si chiama “La mia parola” e possiamo definirla un esercizio di stile un po’ tipico di quello che è il genere urban e va a ripescare nella tradizione della musica black, soul, delle origini, reinterpretata ovviamente in chiave contemporanea quindi sarà una grande sorpresa. Se fosse un’immagine io la assocerei alla scena del film “The Blues Brothers”, quella dentro alla chiesa con James Brown che consiglio a tutti, è un filmone>>.
ELODIE – “Dimenticarsi alle 7”
<<“Dimenticarsi alle 7” è un brano per me difficile da spiegare perché è molto visivo, è un brano d’amore, c’è del dramma, ma allo stempo è un pezzo deep house quindi in realtà ha un calzare in cassa in quattro quindi c’è una disperazione un po’ diversa, ecco, diciamo così. Se “Dimenticarsi alle 7” fosse un’immagine sarebbe un faro di luce sulla luna>>.
FRANCESCO GABBANI – “Viva la vita”
<<La canzone “Viva la vita” che ho presentato al Festival di Sanremo e che canterò con molto piacere è un brano che nasce dall’esigenza di raccontare l’essenza ai minimi termini dell’esistenza, fondamentalemente, della nostra esistenza, al di là di tutte le sovrastrutture intellettualoidi, il cercare forse in un modo frenetico di arrivare a qualcosa di materiale, tutte le problematiche che ci creiamo. È una canzone che ricorda quanto sia importante essere consapevoli del fatto che siamo vivi e che dobbiamo essere grati al fatto di essere vivi. Questo è il senso portante della canzone che credo che in un modo o nell’altro riguarda fondamentalmente tutti gli esseri umani. Se “Viva la vita” fosse un’immagine o quantomeno un action sarebbe due persone, una di fianco all’altra, per mano, che vanno verso l’orizzonte e si guardano e respirano>>.
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