«Il cibo può e deve diventare momento di confronto per immaginare un futuro possibile nel quale ciascuno di noi si senta corresponsabile del cambiamento e custode della biodiversità». Con queste parole la sindaca di Castrovillari, Anna De Gaio, traccia il bilancio della straordinaria partecipazione della città alla prestigiosa vetrina internazionale di Terra Madre, l’evento globale organizzato da Slow Food a Torino.

Protagonista assoluta dell’appuntamento piemontese è stata la Cipolla Bianca di Castrovillari, che ha vissuto il suo primo, trionfale debutto ufficiale sulla scena internazionale.
Il successo al mercato di Via Roma e nel cuore di Torino
Accompagnati dalla prima cittadina, i produttori locali hanno portato a Torino l’eccellenza agroalimentare calabrese. All’interno del mercato di Via Roma — dove la collettiva della Regione Calabria ha riunito ottanta produttori regionali —, la Cipolla Bianca di Castrovillari è andata letteralmente a ruba, conquistando i palconsumatori e i visitatori presenti.
Nel salotto di Piazza San Carlo, grazie alla sinergia tra il Dipartimento Agricoltura regionale, l’Arsac, i 13 GAL calabresi e Slow Food Calabria, sono state raccontate storie di territorio e identità. Le eccezionali proprietà organolettiche della cipolla castrovillarese hanno catturato l’attenzione dei cuochi dell’Alleanza, che l’hanno scelta come ingrediente d’eccellenza per le loro preparazioni.
Un modello di economia sostenibile e tutela della biodiversità
Il bilancio di questa prima esperienza a Terra Madre traccia la rotta per il futuro economico e turistico del territorio. La sindaca Anna De Gaio ha sottolineato l’orgoglio dei produttori locali, veri e propri ambasciatori di un’identità alimentare che sa unire tradizione e modernità:
«Torno da questa partecipazione con la certezza che si deve perseguire su questa linea di racconto e valorizzazione della Cipolla Bianca di Castrovillari attraverso nuove progettualità ed eventi, per renderla un grande attrattore per la nostra città e un modello di economia sostenibile che si consolida anno dopo anno.»
Un traguardo reso possibile anche grazie alla forte cooperazione istituzionale, con il ringraziamento rivolto alla Regione Calabria, all’Assessorato all’Agricoltura, all’Arsac, al GAL Pollino e a Slow Food Calabria per il supporto alla crescita di una filiera produttiva dalle radici profonde.
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