“Joanita“ è il nuovo album di Joan Thiele, artista poliedrica italo-svizzero-colombiana. Il disco è uscito dopo la recente partecipazione a Sanremo 2025 (qui la nostra intervista a Joan Thiele). Un disco interamente in italiano che è un meraviglioso gioco tra suggestioni cinematografiche con un’estetica sonora ben definita. Il pop si fonde col soul e l’R&B, mentre riecheggiano colonne sonore dei film italiani anni ’60 e ’70.

Con “Joanita” Joan Thiele ci consegna un’opera profondamente viscerale. Un disco che vive di istinto e di emozioni, frutto di un viaggio personale e di grande spontaneità creativa. Ogni brano indaga un’emozione. Per realizzarlo l’artista ha deciso di prendersi il tempo necessario per ascoltarsi davvero e lasciar fluire, in 14 tracce, ogni sensazione senza filtri. Il titolo richiama la sua parte più autentica, quella ragazzina con la chitarra elettrica che ha sempre trovato nel suono il modo più naturale di esprimersi. Momenti delicati ed esplosioni sonore si alternano in questo album che ha una chiara impronta internazionale. E cinematografica, richiamando più volte le suggestioni delle colonne sonore italiane. “Eco”, il brano che Joan ha portato sul palco del 75° Festival di Sanremo, è stato un tassello essenziale di questo nuovo percorso. Un’anticipazione della forza istintiva e melodica che pervade tutto il disco.
Joan Thiele, cantautrice elegante e sofisticata
Joan Thiele è una cantautrice e producer poliedrica che ha vissuto la sua infanzia tra la Colombia e l’Italia. Madre napoletana e padre svizzero trapiantato in Canada con sangue colombiano, è cresciuta a Desenzano del Garda. Il suo mondo sonoro spazia tra R&B, soul, allusioni jazz e vocazione internazionale. Con un impianto cinematografico che fa riferimento alle colonne sonore del cinema italiano degli anni ’60 e ’70, da Piero Umiliani a Piero Piccioni. La sua impronta musicale ed estetica è sempre originale, dimostrando che un nuovo approccio sperimentale alla musica pop è possibile. Una consapevolezza sonora che, a partire dall’ep “Operazione Oro”, ha trovato seguito in “Atti”, release in tre episodi, dove emerge un immaginario sonoro fortemente legato al mondo cinematografico e identitario.
Nel maggio 2023 ha vinto il David di Donatello come Miglior Canzone Originale con “Proiettili“. Il brano è tratto dal film “Ti mangio il cuore”, presentato alla 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. A dicembre 2024 ha pubblicato “Veleno”, la canzone che ha anticipato il suo debutto sul palco dell’Ariston per la prima volta tra i big in gara al Festival di Sanremo 2025 ed il progetto discografico “Joanita”.
Il recupero delle musiche di Piero Umiliani
Nel disco si susseguono 14 tracce molto strumentali in cui le parole si trasformano in onomatopee e la voce guida l’ascoltatore attraverso forti suggestioni. Atmosfere noir, synth sognanti e chitarre languide creano paesaggi eterei arricchiti dai meravigliosi sample di Piero Umiliani (diventato celebre per la canzone Mah-nà mah-nà).
Oltre a immergersi nel mondo delle colonne sonore dei film italiani anni ’60 e ’70, Joan Thiele ha lavorato a Roma negli studi del musicista scomparso nel 2001. Umiliani era uno dei massimi compositori italiani di musica funzionale, arrangiamenti e colonne sonore cinematografiche. L’artista ha scelto passaggi delle sue colonne sonore da risuonare, mentre altri li ha campionati portando nelle sue canzoni il recupero di quelle musiche. «Ho cercato di ricollocare queste musiche nel presente» ha dichirato Joan. «È un disco che parla anche del passato e prende cose dal passato, ma ricollocandole nel presente, per dar vita alla musica e alle mie emozioni di oggi».
“Joanita”: un viaggio sonoro per evadere dall’evasione
“Joanita” si apre con “La forma liquida”, una chiara dichiarazione d’intenti: “Che differenza fa/Essere libera/Senza la mia libertà?/Qual è la verità?/Che differenza fa/Cercare l’estetica/Se la forma è liquida?”. Una riflessione che invita ad interrogarsi sul senso stesso dell’identità in un mondo in continua trasformazione. La seconda traccia è “Veleno” in cui Joan mescola trap e jazz, world music e cantautorato italiano. Linee di basso marcate e riff di chitarra energici si fondono in un sound vintage. Un racconto di tossicità alla quale si reagisce con una certa energia. In “Bacio sulla fronte” le sonorità richiamano le atmosfere spaghetti western e la voce di Joan Thiele canta: “Ma che te ne fai della vendetta?/Se ami, poco sì, poco ti resta/Sì, poco ti resta”. Con il dualismo puta/santa che è soprattutto negli occhi di chi guarda.
Dal brano “Tramonto” si entra in una sorta di tensione tra luci ed ombre: “Sembra la benedizione/Sembra la fine del sole”, tra sensulaità e malinconia. La canzone è costruita sul sample di “Crepuscolo sul mare” del ’69 di Piero Umiliani, melodia nostalgica colonna sonora de “La legge dei gangsters” di Siro Marcellini. In “Acqua Blu” si susseguono scene da spiaggia su ritmi cadenzati. Tra “un tuffo dove l’acqua è solo un po’ più blu” e un “mezzogiorno di fuoco“. Il brano campiona “Momento ritrmico”, brano sperimentale di Piero Umiliani, di cui Joan Thiele mantiene il groove ipnotico. Segue “Occhi da gangster” (feat. Frah Quintale) che unisce il rap all’R&B in un sound urban per un amore irraggiungibile, da inseguire. Il pezzo nasce da “Epilogo” di Piero Umiliani: atmosfere noir da film d’altri tempi, ma emozioni di tutti i tempi.
La sanremese “Eco” riecheggia, appunto, sonorità alla Tarantino e atmosfere da Piper Club: “E se potessi dirti che/Qui la paura non ha età/Tu fissala forte dentro gli occhi/Spara al centro qui la notte non ci fotte/Bang bang woo”.
La traccia “Joanita” dura solamente 57 secondi per poi passare a “Cruz”, in cui si viene trascinati negli abissi acquatici di un subconscio in tumulto con un flusso sonoro che evoca introspezioni profonde. In “XX L.A.” Joan trasforma l’immaginario di una metropoli in un continuo rimbalzo tra mare e cielo. “L’invisibile” è una canzone più intimista e sussurrata in una specie di fado dove la voce dialoga direttamente con la chitarra. Spazio anche all’empowerment femminile in “Dea” e “Volto di donna” sottolineando il potere e la grazia femminile: “Sdraiata sulla sabbia vedo sul soffitto l’universo/Diventeremo sale per restare a galla. Senza gravità, lo sai, non si sogna”.
Il brano mantiene il titolo dell’omonimo brano del 1975 di Piero Umiliani tratto dalla colonna sonora de “La ragazza fuoristrada”. Ultimo brano che chiude “Joanita” è “Pazzerella”, un omaggio alle origini napoletane. L’interprete qui è la nonna in una brano tradizionale che probabilmente le cantava da piccola. Il risultato è una dimensione sospesa tra passato e presente.
La tracklist di “Joanita”
1 La forma liquida
2 Veleno
3 Bacio sulla fronte
4 Tramonto
5 Acqua Blu
6 Occhi da gangster
7 Eco
8 Joanita
9 Cruz
10 XX L.A.
11 L’invisibile
12 Dea
13 Volto di donna
14 Pazzerella
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